Giardina, Dday.it, digitale terrestre è malato terminale

Direttore magazine tecnologia, 'la scelta giusta è il satellite'

10/09/2022

Gli italiani attendono nel 2023 il nuovo digitale terrestre.

Nel frattempo sono quasi 20 milioni quelli che si sono smarcati dagli switch off e seguono la programmazione televisiva attraverso il satellite, che sta vivendo una seconda giovinezza.

Numeri che non stupiscono Gianfranco Giardina, ingegnere e giornalista, direttore del sito di informazione tecnologica Dday.it. "Il vero problema del satellite - premette - è che non ha goduto di buona stampa e di buona politica. Invece il digitale terrestre è un malato terminale". Quali sono i pregi del satellite? "Non soffre dei mali del digitale terrestre: ha banda senza limiti, copre tutto il territorio senza esclusioni e offre molti canali in 4K. In Italia c'è tivùsat, la piattaforma satellitare gratuita, una vera 'macchina del tempo': già oggi offre quello che il digitale terrestre darà forse tra cinque anni".

Perché dice il digitale terrestre è un malato terminale? Già nel 2023 ci sarà il DVB-T2. "No, non ci sarà, è una fake news. La legge scrive 'a partire da' ma non indica una data dello spegnimento del vecchio sistema. Ora non si può fare - precisa Giardina - perché ci sono ancora tra i 20 e i 24 milioni di televisori in circolazione non DVB-T2. E i broadcaster non possono permettersi di perdere ascolti. Il terrestre resterà così a metà del guado - senza banda 700 e senza DVB-T2 - per almeno quattro-cinque anni. E in Europa già si parla di cessione della banda 600 alle tlc". E la tv tramite internet? "Sicuramente vince sull'on-demand. Ma fallisce sui grandi eventi in diretta. E le traversie di Dazn ne sono la dimostrazione.

Anzi, sarebbe giusto che il canale Zona Dazn fosse disponibile anche su tivùsat. L'Agcom dovrebbe impedire che l'accesso al canale sat di Dazn sia possibile solo ai clienti di Sky. Tivùsat è una piattaforma satellitare nazionale, condivisa, già diffusa, e soprattutto è gratis. Diamo - conclude Giardina - la possibilità ai consumatori di scegliere".