Digitale terrestre, 36 milioni di televisori a rischio oscuramento da settembre. Altri 9 da rottamare nel 2022. In arrivo il secondo bonus tv

Tra cinque mesi, i canali saranno trasmessi con una nuova tecnologia (l'Mpeg-4). Le emittenti sono in allarme per i secondi e i terzi apparecchi (spesso molto vecchi). L'anno prossimo un nuovo cambio tecnologico

di Gioacchino Amato, Aldo Fontanarosa - 29/04/2021

ROMA – La pace familiare degli italiani rischia di essere incrinata, questo primo settembre, da un problema che non ti aspetti. Il televisore nella cameretta dei figli, comprato qualche anno fa magari in Rete, potrebbe non funzionare più; e così il piccolo televisore che è in camera della nonna. Schermo nero, da un giorno all’altro.

Il progresso avanza e, dal primo settembre del 2021, tutte le emittenti tv (Rai, Mediaset, La7 e le altre) trasmetteranno i loro canali con una tecnologia nuova: si chiama Mpeg-4 e manderà in pensione quella attuale (l’Mpeg-2).

Il monitoraggio della Bordoni

Il salto tecnologico è noto da tempo. E da tempo la Fondazione Bordoni – per conto del governo e dell’arbitro del settore televisivo, l’AgCom – monitora la situazione. Valuta, cioè, l’impatto della novità sulla vita quotidiana delle persone.

I dati ufficiali non sono pubblici. Ma la Fondazione ha accertato che la totalità dei “primi televisori” – quelli piatti, carini che tante persone hanno in salotto – reggerà l’urto del passaggio alla futura tecnica di trasmissione (l’Mpeg-4, appunto). Tutto bene per i primi televisori, dunque. Ma i secondi e i terzi?

Da settimane le emittenti – con la loro associazione Confindustria Radio Tv – pongono al governo una questione spinosa. Nelle case ci sono almeno 16 milioni di secondi televisori, tra cucine, camerette dei figli e dei nonni. Ora, la maggioranza di questi 16 milioni di secondi televisori sarebbe vecchio al punto da finire a schermo nero dal primo settembre.

Le case al mare

E sono a rischio anche i terzi televisori, quelli che in tanti hanno nella casetta al mare, in campagna o in montagna. Parliamo di altri 20 milioni di apparecchi, che molte famiglie non cambiano per pigrizia, per risparmiare, magari per paura che i ladri entrino e si portino via tutto.

Il governo Conte e adesso il governo Draghi – pur tra i gravi problemi di questi mesi – non hanno sottovalutato il grido d’allarme delle emittenti tv. Fino al dicembre del 2022, le famiglie più povere – con un Isee a 20 mila euro – beneficeranno di un bonus per l’acquisto di un nuovo televisore o di un decoder esterno che salvi il vecchio apparecchio tv. Il contributo copre la spesa fino a un massimo di 50 euro (consulta l'elenco dei prodotti idonei).

Fino al 16 dicembre del 2020 sono stati erogati 328 mila 511 bonus di questo primo tipo. Al 21 gennaio 2021, il numero è salito a quota 388 mila 100.

Ma un secondo bonus, ancora più energico, è adesso allo studio dell’esecutivo, consapevole che un rischio addirittura maggiore prenderà forma alla fine di giugno 2022. Grazie al secondo bonus tutte le famiglie, a prescindere dal reddito, potrebbero acquistare un televisore con uno sconto alla cassa di 100 euro rottamando il vecchio tv.

Questo bonus d’emergenza - se approvato, come sembra – servirà a parare il colpo del giugno 2022, quando un secondo salto tecnologico si abbatterà sulle nostre teste. Tra il 21 e il 31 giugno del 2022, le emittenti manderanno in pensione il vecchio digitale terrestre (DVBT) per mettere in capo quello di seconda generazione (DVBT-2).

Le frequenze per il 5G

A quel punto, le emittenti libereranno molte frequenze – i binari dell’etere che trasportano il segnale tv – per cederle alle società dei cellulari (come l’Europa impone). Bene: la data del giugno 2022 preoccupa molto di più il governo. In quel momento, a essere investiti saranno anche molti primi televisori (quelli del salotto). Nove milioni di questi primi televisori sarebbero da rottamare tra appena quattordici mesi.

Da gennaio 2022 risontonizziamo gli apparecchi (scheda)

Che cosa devono fare, in questo scenario, le famiglie italiane? Un decoder esterno salva tv si trova a cifre molto basse. Può rimettere subito in pista il suo vecchio apparecchio, finanche quello con il tubo catodico se dotato della presa a scart che consente di collegare il decoder.

In vista di giugno del 2022, conviene invece prendere il telecomando e verificare se i nostri televisori vedono i canali di test che sia la Rai sia Mediaset hanno acceso al tasto 100 e 200. Se vedete uno schermo nero sui due canali di test, se neanche riuscite ad agganciarli, se la visione vi è negata anche dopo la risintonizzazione, il vostro apparecchio è probabilmente destinato alla rottamazione.

Come percorso alternativo, controllate se il televisore ha sull’etichetta le scritte DVBT-2 e – a seguire - HEVC Main10. Questi due requisiti (DVBT-2 e HEVC) garantiscono che l’apparecchio funzionerà anche oltre il giugno del 2022.

Se vi decidete a comprare un televisore nuovo di zecca, infine, state attenti a Internet. Sono in vendita, in Rete, degli apparecchi a schermo piatto di recente fabbricazione. Destinati ai Paesi del Nord Africa come la Tunisia, dove non c’è ancora il digitale terrestre più avanzato, risulterebbero inutilizzabili qui in Italia.